
Conosciuta per essere terra di mare, la Calabria ci ha lasciati a bocca aperta quando ci siamo immersi nell’inaspettata bellezza del suo entroterra.
Il nostro percorso di 600 km ha avuto inizio dopo un lungo viaggio in treno che ci ha portato a Scalea, punto di partenza della nostra via. Subito la giornata si è resa impegnativa dall’inaspettata salita e da un forte temporale improvviso, la direzione è “La Catasta”. Qui, abbiamo il piacere di essere ospiti di Bruno e Giovanni che ci fanno sentire a casa grazie al loro caloroso trattamento.
Tanto quanto in Nepal, in questa terra viviamo un fenomeno straordinario, è un viaggio caratterizzato da una serie di incontri che hanno un denominatore comune: l’accoglienza. Per un viaggiatore, esplorare luoghi del mondo come questo è una fortuna, scalda il cuore e avvicina gli animi.
Borghi arroccati sulle colline si stagliano sopra di noi, Morano Calabro, Saracena, Acquaformosa e San Sosti custodiscono un’aura di un epoca senza tempo. Superiamo il panoramico Parco Nazionale del Polllino e proseguiamo, addentrandoci nel Parco della Sila.
Una sensazione particolare ci avvolge, pace e isolamento sembrano sfidare la globalizzazione, permettendo a questo luogo di conservare un’ energia genuina.

Oltre all’accoglienza ciò che più ci colpisce è il silenzio.
Le nostre orecchie sono ora libere di sentire e i nostri occhi di guardare, per godere a 360° di paesaggi mozzafiato. Immersi tra fitti boschi di alberi secolari, entriamo in una dimensione di ascolto contemplativo. La foresta è viva, gli animali emettono suoni che riempiono il luogo di naturali sinfonie, il verde predomina tra frasche di alberi, grandi prati e pendii di montagne.
Pedalata dopo pedalata, con importanti dislivelli, attraversiamo pittoreschi paesini e incontriamo la calorosa popolazione locale che ci permette di gustare le prelibatezze culinarie di questa terra. Non si può che godere delle primizie italiane Parco dopo Parco, salita dopo salita. Discese fluide e veloci ci permettono di avanzare entrando nel Parco delle Serre e successivamente in Aspromonte: luoghi mistici, dove gli alberi parlano e la pedalata diventa meditativa.
Perché abbiamo scelto di venire qui? Perché la Calabria, non ancora preda del turismo di massa, conserva una bellezza unica e autentica. È una terra da scoprire, ricca di tradizioni e ospitalità, dove il viaggio in bici sta nascendo ora ed è da vivere nel profondo. La nostra esperienza di 8 giorni ne è stata una testimonianza tangibile.
Alla fine del viaggio, mentre affrontiamo l’ultima discesa, veniamo poi premiati con una vista spettacolare, come spesso accade in altri nostri viaggi: di fronte a noi, le terre della Calabria e della Sicilia divise olo dall’acqua, e lo splendore dell’imponente Etna.
Avvicinandoci al mare, avvertiamo gli echi delle leggende di Scilla e Cariddi narrate nell’Odissea di Omero, dimensioni in cui risuonano racconti di tempi antichi. Alla fine del viaggio sono 570 i chilometri percorsi e 10.500 i metri di dislivello, centinaia di paesini attraversati, 2 mari all’orizzonte e 4 Parchi Naturali, custodi e culla dell’antica civiltà greca.
Per 8 giorni la costante sensazione di essere in una terra speciale, una terra da esplorare, ancora e ancora.























